Bilinguismo infantile: perchè è utile ai bambini





Il bilinguismo infantile in Italia, purtroppo, è ancora circondato da pregiudizi e disinformazione, mentre in diverse parti del mondo è normale crescere apprendendo più di una lingua simultaneamente. Ne parliamo con Safì Sidibè, esperta in glottodidattica infantile per l’insegnamento delle lingue straniere ai bambini, insegnante certificata del metodo Hocus&Lotus e del metodo Jolly Phonics, presso nidi, scuole dell’infanzia e primaria.


Cos’è il bilinguismo infantile

E’ bene precisare che il termine bilinguismo infantile si riferisce a una varietà di situazioni differenti; facendo riferimento ai primi anni di vita del bambino si possono infatti distinguere due tipi di bilinguismo:

  • bilinguismo simultaneo: quando due lingue vengono imparate insieme dalla nascita, come nel caso di bambini che vivono in famiglie dove i diversi idiomi coesistono e vengono usati parallelamente

  • bilinguismo consecutivo quando le due lingue vengono imparate una dopo l’altra nell’arco dell’infanzia, acquisendo quindi dapprima la lingua madre in famiglia, e poi la seconda in altri contesti formali come la scuola.

Perchè le lingue si apprendono meglio in tenera età

Sempre più indagini scientifiche evidenziano che le lingue si apprendono con maggiore successo in tenera età, perché l’acquisizione non avviene con lo studio ma in modo sensoriale. Nei bambini piccoli, infatti, la parte del cervello più stimolata è quella uditiva e non quella mnemonica, caratteristica dello studio consapevole.  Il bilinguismo infantile è infatti diverso dall’apprendimento di una seconda lingua in età adulta.  Secondo alcuni studi è emerso che le lingue a cui il soggetto è esposto entro i primi tre anni di vita vengono ricevute dal cervello come materne, buone potenzialità si hanno fino ai 7 anni circa e poi queste capacità diminuiscono con la progressiva lateralizzazione dell’area cerebrale responsabile del linguaggio.

I vantaggi del bilinguismo infantile

Imparare un secondo idioma in tenera età porta notevoli vantaggi: avvicinate i bambini il prima possibile all’apprendimento di una lingua straniera perché questo rappresenta per i più piccoli una grande opportunità per il loro futuro!

  • Apprendimento sensoriale: l’utilizzo di tutti i sensi per apprendere, memorizzando le informazioni, svolge un ruolo fondamentale nell’apprendimento perché suscita emozioni e ricordi che si sedimentano a lungo nella memoria. Il nostro cervello seleziona continuamente gli stimoli positivi e negativi e decide se ricordare o dimenticare, e il legame tra emozioni e memoria è fortissimo nell’apprendimento

  • Sviluppo cognitivo: la ricerca ha dimostrato che i bilingui sono di solito avvantaggiati, rispetto ai coetanei monolingui, nelle capacità di problem solving, nella creatività, nel pensiero astratto e le abilità decisionali. Le differenze tra monolingui e bilingui persistono in età adulta e sono state riscontrate anche negli adulti che sono cresciuti con due lingue dall’infanzia.

  • Maggiore apertura mentale: saper sostenere conversazioni in più lingue, fa sì che si raggiunga una apertura mentale intesa come capacità di vedere il mondo attraverso più punti di vista, accogliendo la diversità senza paura e come un arricchimento.

  • Benefici culturali: il bilinguismo rappresenta una ricchezza per i bambini in quanto permette loro di confrontarsi con due lingue e quindi con due culture diverse, imparando una maggiore tolleranza anche verso le altre culture.

A cura di Safì Sidibè – Safì insegna inglese ai bambini del Nido, della Scuola d’Infanzia e della Primaria. Crede fermamente nei vantaggi del bilinguismo e, da mamma e insegnante, ha deciso di intraprendere un percorso di bilinguismo con la figlia sin dalla nascita. 


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